sabato 28 marzo 2015

I vini de Le Volpere



L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Associazione l'Altratavola, nel quadro delle iniziative di informazione di 'Comunicare per Esistere 2015', hanno inserito nei percorsi che portano a Milano ad Expo2015 la manifestazione 'Rive Vive' di Farra di Soligo.
'Rive Vive' è promossa da una associazione di giovani viticoltori, in una zona che la rivista Enotria (storica testata creata nel 1927 da Arturo Marescalchi ), aveva definito la 'Costa d'Oro'.

L’azienda Agricola Le Volpere è una piccola realtà a conduzione familiare fortemente radicata in questo territorio e dedita alla coltivazione delle vigne. Con l’ultima generazione nasce anche la produzione di bottiglie seguita dai giovani titolari Luca e Matteo De Rosso entrambi periti agrari.
Un grande contributo alla crescita dell’azienda lo diede in primis il nonno Giovanni De Rosso conosciuto in paese col soprannome di “Nani Pasqualin” ed ovviamente i genitori Cesare e Margherita, tuttora impegnati attivamente su ogni fronte.

L’azienda comprende 10 ettari frammentati su diverse zone limitrofe, aspetto che pur complicando la gestione dei terreni è molto importante per ottenere variabilità e complessità negli spumanti che ne derivano. “Le Volpere” in particolare è la vigna più grande che ha dato il nome all’azienda; toponimo riferito alle volpi che popolavano i boschi presenti sul fondovalle e sulle zone più impervie delle colline.

Tutte le vigne vengono seguite con un’accortezza particolare all’ambiente circostante secondo i principi di una viticoltura integrata che consente di ottenere una produzione sostenibile in modo meno impattante possibile.
La passione per la terra è il vero motore che si cela dietro l’intera filiera produttiva, con un’attenzione particolare rivolta alle tecniche viticole, all’equilibrio dei vigneti e alla selezione. E’ da qui che si parte per ottenere un prodotto di qualità senza cedere a compromessi commerciali e a logiche produttive cercando di racchiudere in bottiglia solo le migliori espressioni delle loro vigne.


Azienda Agricola Le Volpere s.s. - s.a.
di De Rosso Luca e Matteo
via Ugo Cecconi, 13
31010 Farra di Soligo, Treviso – Italia-Telefono e Fax: +39 0438 801204

I vini di Daniele Bressan



L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Associazione l'Altratavola, nel quadro delle iniziative di informazione di 'Comunicare per Esistere 2015', hanno inserito nei percorsi che portano a Milano ad Expo2015 la manifestazione 'Rive Vive' di Farra di Soligo.
'Rive Vive' è promossa da una associazione di giovani viticoltori, in una zona che la rivista Enotria
(storica testata creata nel 1927 da Arturo Marescalchi ), aveva definito la 'Costa d'Oro'.

L'Azienda è a completa conduzione famigliare; il titolare è Daniele Bressan , enologo diplomato all'università di Udine : contribuiscono inoltre allo svolgimento dei lavori in azienda: i genitori, il nonno e i due fratelli.
È attorno al 1920 che il bisnonno dei Bressan ha iniziato a produrre vino prosecco, che a quei tempi veniva per lo più venduto sfuso, poi col passare delle generazioni, e con l'evolversi della richiesta di mercato, si è puntato all'imbottigliamento della maggior parte del prodotto.

La sede aziendale è proprio nel cuore dell’area Valdobbiadene Docg, il paese è denominato "costa d'oro", visto il continuo susseguirsi di colline dai pendii dolci, alacremente lavorati, e ricoperti di filari che s'inerpicano anche nei punti più strani e impensabili dai quali esce il prodotto vinicolo più amato, il Valdobbiadene prosecco DOCG.
La cantina si trova proprio ai piedi delle rinomate colline ed è facilmente raggiungibile seguendo i cartelli d'indicazione.

La cantina è di recente costruzione ed è andata a sostituire il vecchio edificio che non era più sufficiente, per metà della sua superficie è interrata, in modo da avere una temperatura costante durante tutto l'anno, fattore molto importante per la conservazione del vino.
All'interno troviamo moderni macchinari enologici e serbatoi termocondizionati che permettono di controllare sempre la temperatura del prodotto.

Le uve vengono lavorate seguendo moderne tecniche di vinificazione, sempre però rispettando al massimo la qualità della materia prima; è infatti in vigneto che ha origine il prodotto che arriva in bottiglia, per cui le operazioni colturali quali la potatura verde o il diradamento dei grappoli devono essere eseguiti con minuziosità.

Az.: Via San Rocco, 18 - 31010 - Farra di Soligo (TV) ITALIA - cell: +39 3471104124 - Fax. +39 0438073118


mercoledì 4 marzo 2015

Rive Vive a 'Comunicare per Esistere 2015', fra Milano e il mondo




L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Associazione l'Altratavola, nel quadro delle iniziative di informazione di 'Comunicare per Esistere 2015', hanno inserito nei percorsi che portano a Milano ad Expo2015 la manifestazione 'Rive Vive' di Farra di Soligo.
'Rive Vive' è promossa da una associazione di giovani viticoltori, in una zona che la rivista Enotria
(storica testata creata nel 1927 da Arturo Marescalchi ), aveva definito la 'Costa d'Oro'.


Rive Vive: passeggiando nel cuore del Prosecco Superiore Docg tra bollicine, cultura e panorami mozzafiato…col bicchiere al collo!

L’ultima domenica di Maggio le colline di Farra di Soligo ospitano l’attesissima kermesse dedicata al gusto, alla cultura e al terroir. Due percorsi sensoriali “da Riva a Riva” passando attraverso secoli di viticultura eroica e scorci di Unesco.

“Rive Vive” è una la manifestazione dedicata ad un prodotto conosciuto ed acclamato : il Prosecco Superiore Docg. Un percorso che racconta storia e storie del vino attraverso lo stretto contatto con la terra e le persone che da secoli la proteggono. Un evento elegante, che coniuga la maestosità delle colline di Farra di Soligo alla tradizione del lavoro contadino che da secoli ne preserva l’unicità. Un’occasione unica di scoperta della viticultura eroica delle “Rive”.

Farra di Soligo, il secondo comune della denominazione Conegliano Valdobbiadene Docg per estensione di vigneti, è uno spettacolo di profili collinari, di percorsi nascosti e di miracoli della natura e dell’uomo. Dal Santuario di Collagù, le Torri di Credazzo (X sec.), la Chiesa di San Lorenzo (X sec.) e la Chiesetta Santuario di San Gallo (XIV sec.) al Colle di Attila, dove le storie intrecciano natura e leggenda.

Attraverso questo mondo vi accompagneranno i percorsi sensoriali di Rive Vive.


Due parole di introduzione....

I giornalisti e i comunicatori dell'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e dell'Associazione l'Altratavola hanno inserito la manifestazione 'Rive Vive' nel percorso del progetto 'Comunicare per Esistere 2015', che accompagna la presentazione di dodici temi inediti del buon e bello vivere, ispirati a 10 paesi europei e 10 regioni italiane.

Così, alla ricerca di borghi e territori, la scelta nella patria del prosecco è stata del tutto innovativa e non convenzionale. Mentre crescono, come i funghi velenosi, i prosecchi di cantina (sic!), l'iniziativa di informazione ha voluto previlegiare una manifestazione frutto della passione e della competenza di un gruppo di giovani viticoltori.
Un approccio fuori dagli schemi usuali, schemi che , guarda caso, conoscono sempre le solite facce e i soliti noti.
La qualità dei vini delle aziende agricole scelte ( Daniele Bressan, Caberlata, le Volpere, Rive de Nadal e Marchiori), è indiscutibile. Così come è indiscutibile la scelta dei giornalisti di accompagnare le viste gustose con altri produttori agroalimentari che hanno le medesime caratteristiche dei vignaioli.
Non troverete in questi percorsi i formaggi delle latterie industriali o i salumi con i conservanti, né le cucine senza cervello di tanti chefs à la page.
'Comunicare per Esistere 2015' propone il territorio nella sua integrale storia, cultura e bellezza.

sabato 21 febbraio 2015

Al ristorante San Nicolò di Casale sul Sile, per Comunicare per Esistere nelle Terre del Sile



L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Associazione l'Altratavola, nel quadro delle iniziative di informazione di 'Comunicare per Esistere 2015', hanno organizzato un secondo incontro a convivio a Casale sul Sile, presso il Ristorante San Nicolò, sotto il Patrocinio della Civica Amministrazione, sui temi di Aquositas, Circuito delle Terre d'acqua.

Stefano e il suo team hanno scelto quale filo conduttore dal punto di vista gastronomico, il pesce di fiume. Ecco allora un menù che ha privilegiato lo storione del Livenza e l'anguilla (el bisàto) del Sile. I vini dell'azienda agricola Le Vigne di San Giacomo hanno ben accompagnato il desinare.
Un menù che ha dimostrato tutta la creatività di cui Stefano possiede le chiavi, per lavorare con materie prime d'eccellenza e la voglia di personalizzazione. Rispetto delle materie prime ; inventività negli abbinamenti ; presentazioni ineccepibili. Per davvero una interpretazione di alta qualità!

Alla serata è intervenuta anche Brigitta Reichel, Vice-Presidente della Associazione Culturale Italia-Austria sez.Veneto, che ha presentato la cucina d' acqua in Austria.


“L’acqua rappresenta una delle risorse più importanti della Lombardia ed il suo impiego riguarda gli usi potabili, industriali, agricoli, idroelettrici e ricreativi- ha osservato Massimo Metilli, direttore dell'Agenzia per la Russia di Brescia -.La Lombardia è la regione italiana più ricca di laghi (circa 50), sia in termini di superficie che di volume (40% e 63% rispettivamente del totale nazionale). La lunghezza complessiva dei corsi d’acqua naturali raggiunge circa 6.000 km. A questi si va ad aggiungere un’estesissima rete di canali irrigui e di bonifica (circa 200.000 km censiti) che consente di mantenere viva ed efficiente l’attività agricola nonostante l’intensa urbanizzazione del territorio.
Anche le acque sotterranee e sorgentizie rappresentano un’importante risorsa che storicamente soddisfa l’ampio fabbisogno potabile, industriale, irriguo e, più di recente, l’uso per raffrescamento.” La cucina dei pesci di lago ha una lunga tradizione soprattutto nel comasco e nel lecchese.

E, infine, i pesci del Sile e del Piave.
La "Bisàta” che prospera nelle acque del Sile si caratterizza per la livrea di fondo bruno-nero con riflessi verdastri, il ventre bianco o giallastro e una taglia che può raggiungere, nelle femmine, anche i 120 cm di lunghezza e 2 kg di peso. Le anguille del Sile sono particolarmente apprezzate per le carni saporite e moderatamente grasse e ben sode, merito anche delle stabulazioni in apposite vasche prima della vendita. Sono presenti nelle cucine trevigiane soprattutto – ma non solo - durante le festività natalizie: alla brace, al forno, arrosto o in umido, sono ottime anche in zuppe.
Sono molti i ristoranti lungo il corso del Sile che propongono il “Bisàto” nei menù sotto forma di risotto d'anguilla, anguilla fritta, in umido, ai ferri o, in primavera nel tradizionale e antico “Bisàto coi àmoi” (con susìne selvatiche acerbe)
La Trota Iridea del Sile si differenzia da altri tipi di trote per la presenza di macchie nere sulla pinna caudale e della banda iridescente sui fianchi. Le acque di risorgiva del Sile sono naturalmente ricche di fitoplancton, salubri, con veloce ricambio e creano un habitat ottimale per la trota.
La trota iridea, nutriente e ricca di Omega 3 (soprattutto se d'allevamento), sbuca nei menù dei migliori ristoranti della provincia, sposandosi con i più noti ingredienti trevigiani: trota salmonata con radicchio, zuppa di trote e lenticchie, tagliatelle asparagi e trota.

La Marcàndola è un pesce endemico del Piave, con il corpo allungato tipico delle specie che vivono acque turbolente. La livrea è grigio-verdastra con ventre color argento, sui fianchi corre una fascia orizzontale più scura e può raggiungere anche i 20 cm di lunghezza. La Marcàndola era abbondante nel Piave fino agli anni ’60 ma un po’ alla volta è andata scomparendo per l'introduzione di specie alloctone di pesci più aggressivi e dagli sbarramenti che limitano le migrazioni a scopo riproduttivo e variano la portata delle acque. La sua qualità alimentare è proverbiale, ed è stata paradigma della cucina povera sviluppatasi sul Piave.



IL PESCE DEI LAGHI E DEI FIUMI AUSTRIACI


L’Austria è ricca di fiumi e di laghi (ca. 100.000 km di acqua corrente e 9.000 km2 di acque ferme). Sono state censite 88 varietà di pesci. La consapevolezza di questo patrimonio fa sì che la popolazione sia attenta a salvaguardare questi preziosi ambienti, per questo alcuni tratti di fiume e di lago fanno parte del patrimonio culturale dell’UNESCO. L’alta qualità delle acque limpide, specialmente nelle zone alpine e prealpine, permette lo sviluppo di una ricca fauna e flora acquatica, incluse diverse specie di pesce. La parte alta della Drau (Drava) in Carinzia, per esempio, ha delle acque molto scorrevoli e degli affluenti con acque cristalline. In questo tratto non ci sono insediamenti industriali perciò la qualità delle acque della Drau è ottimale. A causa dell'alta saturazione di ossigeno delle acque si possono pescare pesci di grandi dimensioni (anche fino a 30 kg) sia nei fiumi che nei laghi artificiali (p.e. trota, lucioperca, coregone, salmerino, siluro, carpa, gardone, tinca, anguilla, granchi di fiume, carpe). Nei ristoranti si possono tra l’altro gustare: il “caviale di Carinzia” (uova di salmerino croccanti), i filetti di pesci d’acqua dolce, affumicati, marinati o cotti in padella con le erbe più diverse dell’orto, i granchi d’acqua dolce su ricotta avvolta nel lardo, le trote grigliate, impanate, alla mugnaia con patatine prezzemolate, gli gnocchi e polpette di pesce, etc. Il Salzkammergut (= zona di 76 laghi tra alta Austria, Salisburgo e Stiria) è un zona famosa a livello mondiale. La pesca nei laghi del Salzkammergut ha una lunga tradizione: è una fonte importante di reddito e dà vita ancora a qualche decina di pescatori commerciali. Oltre una decina di anni fa 26 ristoranti si sono costituiti in associazione con un loro statuto e offrono all’ospite pesce fresco di giornata. Una curiosità: uno dei ristoranti offre, dietro prenotazione, un pranzo a base di pesce gratis per chi viene il giorno del proprio compleanno dal 20.2 al 20.3 (con il segno zodiacale dei pesci).

Il Traunsee è uno dei migliori laghi da pesca nel Salzkammergut. Si trovano tra l’altro il coregone, la trota di lago e il luccio. Oltre a vari controlli di qualità delle acque, si analizza a tutela del consumatore la presenza di mercurio nei pescil. La prelibatezza più famosa del lago di Traun è tuttavia il Riedling. Il Riedling, un tipo di coregone piccolo proveniente esclusivamente dal Traunsee, è tradizionalmente consumato solo in forma di "spiedino di pesce". Questo è quindi inserito su uno spiedino, inciso al lato, cosparso di sale grosso e grigliato su carboni ardenti. Un altra specialità di pesce della regione è il salame al pesce delle Alpi, un’invenzione di uno chef a Gmunden.

Burgenland - Neusiedlersee (il Lago di Neusiedl è il secondo bacino endoreico dell’Europa, situato sul confine fra l’Austria e l’Ungheria). Già nel 1900 ebbe inizio l’allevamento del lucioperca. Fino al 1949 nel lago vivevano soltanto carpe naturali ed in seguito si allevarono altre varietà di carpe e i lucci (quest’ultimo raggiunge talvolta i 12 kg di peso) nonché le anguille. Queste ultime si mangiano grigliate, arroste, impanate oppure all’ungherese in salsa piccante. Famosa anche la zuppa con varie tipi di pesce. Sulle sponde austriache del lago, da aprile a dicembre, lavorano attualmente ancora 14 pescatori professionali che vendono il pesce direttamente oppure gestiscono trattorie o ristoranti.

Danubio: Già nel 5° secolo vi sono tracce dell’esistenza di una legge sulla pesca nel fiume. Nel 11° secolo i pescatori del Danubio si riunirono in una corporazione distinguendosi in maestri pescatori, apprendisti, aiutanti, venditori e tagliatori.
Fra tutti i fiumi del Europa settentrionale, il Danubio ospita la maggiore varietà di pesce. Nel Danubio si trovano pesci delicati come la carpa, lo storione, il siluro, il salmone del Danubio. Da quando furono costruite le centrali idroelettriche, la quantità di pesce diminuì.diminuì Pertanto grosse qualità di pesce si allevano nei letti morti collaterali del fiume. Nel paese di Sitzenberg-Reidling ci si riunisce annualmente per una grande festa dove si possono gustare specialità di carpa preparate in vari modi. Si può inoltre visitare il “giardino delle carpe” e passeggiare per itinerari educativi di biodiversità. Nel mese di dicembre si preparano carpe e tinche. Nei ristoranti lungo il Danubio si possono gustare inoltre i famosi vini della Wachau in abbinamento ai menù di pesce.


domenica 1 febbraio 2015

Al ristorante P90 di Roncade per le Vie del Pane



Il ristorante pizzeria P90 di Pasquale Mansi a Roncade (Tv), ha ospitato la prima giornata della rassegna informativa 'Comunicare per Esistere 2015', promossa dalla Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e dalla Associazione l'Altratavola.

All'incontro hanno partecipato rappresentanti dell'imprenditoria locale : Andrea e Gianni Rachello (Mulino Rachello, Musestre di Roncade) ; Federico Fregnan (Elektra, Italian Espresso Cofee Machines, Casier) , Sergio Pasqualini ( Gs Printig Group, Roncade), giornalisti e comunicatori della stampa nazionale e la redazione della trasmissione televisiva L'Italia del gusto.

Nel corso del convivio sono stati presentati i libri sulla storia imprenditoriale di Andrea Rachello (scritto da Ivano Sartor) e La carta vincente, storia di un uomo del Nordest come Sergio Pasqualini.
Entrambe le opre portano la firma di Piazza Editore. Silvano Piazza è infatti intervenuto nella sua triplice veste di editore e giornalista, sindaco di Silea e membro della Congrega del Tabaro.

Il menù del locale ( a partire dagli antipasti a base di pizza), si è ispirato al fiore d'inverno, il radicchio trevigiano, declinato in diverse portate, tutte di grande efficacia. I vini de le Vigne di San Giacomo di Roncade hanno ben accompagnato la serata.

La presentazione del progetto 'I Mulini del Gusto e le Vie del Pane' è stata al centro dell'incontro.
Come ben scrive il sito della Associazione Italiana dei Mulini Storici (Aiams), “.... è una tecnologia della memoria, in grado di ricostruire la storia collettiva della civiltà occidentale e di raccontarla. Una vera fabbrica di senso e laboratorio prezioso attorno a cui si svolgeva la vita dell'uomo,oltre ad essere una delle più grandi invenzioni che hanno caratterizzato la civiltà medievale, moderna e la stessa storia europea.”
Proprio per queste ragioni la rete dei Borghi Europei del Gusto ha deciso di inserire un percorso dedicato ai temi dei Mulini e delle Vie del Pane, tra le grandi iniziative di informazione internazionali del progetto.
Verranno realizzati degli stages di informazione collettivi prima dell'inizio di Expo 2015 e una delle giornate da maggio a ottobre conoscerà un evento Fuori Salone a Milano su questi temi.

Le 'terre' invitate
Canton Ticino (Svizzera) : I Mulini della Val di Muggio (Mendrisiotto), San Marino : I Mulini di Canepa ,Slovenia : Il Mulino di Tomazin, La Via del Pane dell'Appennino Bolognese, Il Mulino Natante di Revere (Comune di Revere e Aiams ),La Via dei Mulini a Quinto di Treviso,I Mulini di Stalis ( Gruaro-Ve), l'Ecomuseo delle Acque del Gemonese (Mulino Cocconi), Antico Molino Petragnani (Corinaldo.An )






Pasquale Mansi e la sua famiglia hanno saputo creare una vera e propria tana del gusto,ove offrire ai propri clienti una cucina curata, mai banale e una pizza come tradizione comanda. Talvolta si cercano parole astruse per raccontare gli sforzi e la passione dei ristoratori. Non siamo d'accordo. Provate in un giorno qualsiasi a visitare il ristorante : troverete sempre una cucina all'altezza della situazione, con una buona diversificazione di proposte e un menù accattivante.Poi al P90 si sta bene. Sarà per l'atmosfera cordiale ; sarà per l'arredamento che ti avvolge di luce ; sarà..... ma , insomma, si sta bene.Così i giornalisti e i comunicatori del progetto Comunicare per Esistere 2015 hanno voluto inserire il locale in una delle tappe dell'Antico Festival della Cucina Trevigiana, a sottolineare che la migliore pubblicità è la visita diretta, con il sacrosanto passaparola di rito !



martedì 13 gennaio 2015

Marcon, la Cantina Vecchiato di Luciana e Marco

Metti insieme un buon bicchiere di torbolino e una punta di formaggio ubriaco, in una mattina di primo inverno e , certamente, la vita sembrerà più serena.
E' capitato a noi, cronisti vagabondi, quando Riccardo ed Anna Zanchetta ci hanno invitato un sabato, nel loro Caseificio.
Abbiamo così conosciuto Marco Vecchiato, di Marcon che , con grande semplicità, raccontava
di questo vino non del tutto fermentato, torbido, di color giallo paglierino poco intenso. “ Ha profumi delicati di fiori. Di solito lo si trova da ottobre fino a novembre. Il Torbolino è ricco di lieviti e di zuccheri non svolti in alcol e non non va confuso con il Novello, la cui produzione è determinata dal sistema della macerazione carbonica.”
Così scrive Giovanni Trabuio.
E del formaggio urbiaco (quello vero!), che dire?
Il metodo di ubriacatura prenderebbe origine da quanto avvenuto nella Sinistra Piave Trevigiana durante la ritirata di Caporetto. Per nascondere agli austro ungarici affamati i formaggi di casa, questi sarebbero stati coperti di vinacce, considerate materiale di scarto e quindi non sottoposte a particolari attenzioni e indagini. In fondo era meglio mangiare del formaggio rovinato, dal gusto cattivo, piuttosto che morire di fame. Passati i pericoli le “pezze” vennero recuperate, ma nel frattempo avevano cambiato il colore della crosta, divenuta violaceo scuro e la consistenza, conferendo al formaggio gli aromi del mosto. Questa inusuale maturazione risultò però essere molto gradevole, con un gusto molto particolare tra il piccante e il fruttato, una vera delizia per il palato, tanto che venne attuata anche dopo la guerra. Col passare degli anni, da casalinga e campagnola, l’ubriacatura si è evoluta a raffinato e ricercato trattamento e oggi “l’Inbriago” viene accompagnato dal vino d’origine in una serie di preparazioni gastronomiche di sicuro successo e qualità.


Così Luciana e Marco Vecchiato aiutano ad affinare i formaggi del Caseificio Zanchetta.

Non potevamo mancare di fare un salto a Marcon.
La terra della famiglia era stata lavorata con passione e amore dal padre di Marco, che gelosamente
ne custodiva i segreti.
Il figlio, dopo anni e anni di lavoro come addetto al settore dei formaggi di un grande gruppo distributivo, alla morte del padre decise di continuarne l'opera, affiancandosi alla moglie, che per un periodo, aveva mandato avanti l'azienda agricola da sola.
Vino di tradizione, il loro, gradevole , figlio di un paziente lavoro tradizionale fatto di attenzioni e travasi, seguendo il calendario di Bacco e il lunario.
Il travaso è il trasferimento del vino da un contenitore all'altro, realizzato nel periodo della fermentazione e della maturazione per liberarlo dalle fecce e dai depositi solidi, onde prevenirne l'ossidazione indesiderata.
Sul travasamento del vino i contadini si attengono non solo alla regola della Luna calante ma, come per il taglio degli alberi, aspettano l'inverno. Alcuni travasano in gennaio, altri in marzo; parecchi, quali i commercianti di vini e gli osti, per ragioni diverse (principalmente per lo smercio continuo ed il pronto consumo) sono costretti a travasare il vino sempre che la necessità lo richieda, allontanandosi così dalla suggerita regola. Perché vi si attengono i contadini ? Il travaso del vino tende a liberare il liquore dalla feccia, cioè dal sedimento, e questo si ottiene durante la stagione fredda. Infatti quando con la primavera l'aria a diventar tiepida, anche i vini cominciano a bollire ed i sedimenti muovendosi si mescolano col vino puro. Questo fenomeno si verifica principalmente durante l'estate. Ecco la necessità di travasarli durante la stagione fredda.


Marco e Luciana ci hanno fatto degustare un buon bianco e un buon rosso.
Indiscutibili !
Da pochi giorni è giunta l'approvazione del progetto per la costruzione della nuova cantina che
rappresenterà una nuova vita : il progetto prevede la realizzazione di spoazi per incontri, degustazioni, un museo della vita agricola, la fattoria didattica, una cantina di affinamento dei formaggi.....

L'azienda è stata inserita nel percorso della rete dei borghi europei del gusto, che sa ben valutare
impegno, sacrifici e passione della nostra gente.