martedì 23 marzo 2021

Le Vie del Baccalà in Croazia : Alden Bakalar a Parenzo

 


 I giornalisti e comunicatori di Borghi d'Europa, nel preparare Le Vie del Baccalà, si sono ricordati di una degustazione realizzata a Crassiza di Buje (Croazia), ove avevano conosciuto l'azienda Alden Bakalar di Baderna. (Parenzo).

"Alden doo di Baderna è impegnata nella produzione di merluzzo e il merluzzo bianco è la specialità

più importante. 

La storia della nostra azienda risale ai tempi dell'Austro-Ungheria . I nostri antenati, la famiglia Marzari originaria del piccolo comune di Trambacche in provincia di Padova, possedevano già l'edificio dove si trova l'attuale stabilimento di produzione del merluzzo. Nello stesso edificio, la nostra famiglia Banko in Jugoslavia ha aperto un famoso ristorante "9. Settembre "dove prepara il merluzzo per i suoi ospiti.

 Petar Banko, figlio di esperti ristoratori, è andato in Germania per la formazione all'inizio degli anni '70. Lì ha acquisito nuove conoscenze sull'introduzione di strutture di ristorazione aperte e una significativa esperienza in ambito culinario e gastronomico.

Dopo il ritorno dalla Germania all'inizio degli anni '90, la famiglia Banko ha aperto la sua prima gastronomia a Parenzo , dove, tra le altre prelibatezze, preparava anche il merluzzo bianco .

Con la sua ricetta originale, Bakalar conquistò presto gli abitanti della regione istriana e prese il suo posto fisso nell'offerta gastronomica di importanti feste turistiche locali. Sta diventando molto popolare a Parenzo, e poi oltre. Di generazione in generazione, l'odore del merluzzo si diffonde in casa nostra, quindi possiamo giustamente dire che abbiamo "merluzzo nei nostri geni".

Operiamo secondo i più alti standard di produzione che soddisfano elevati criteri sanitari. Grazie ai nostri stimati consumatori, continuiamo a seguire la tendenza di produrre prodotti di alta qualità e promuovere amorevolmente una dieta sana."

Il prodotto, ci suggerisce Fabio Stefanon de La Bottega dei Sapori di Montebelluna (Tv), viene proposto in Italia da Crai.


sabato 27 febbraio 2021

Milena,la Chef del gelato, a La Perla di Pederiva di Montebelluna

 







Sono gli occhi di Milena a raccontare la passione e la dedizione verso l'arte del gelato.

Mai per un cronista vagabondo è stato più facile affidarsi a 'quel' racconto, per scoprire

l'avventura umana e professionale che si snoda da ben trent'anni.


Milena apprende l'arte in famiglia. Matura esperienze che si riveleranno insostituibili.

Fino a giungere a La Perla, Gelateria Caffetteria e Pasticcreia, in quel di Pederiva di

Montebelluna.


“ Pederiva è una località piccola, un microcosmo in cui si esprimono molte attività di valore”.


Già. E' vero.


In questi anni si è parlato molto di gelato artigianale.

Nei nostri percorsi (non pigri), abbiamo incontrato artigiani che usano i prodotti industriali,

artigiani che propongono.... beh lasciamo perdere.

Nel nostro Paese non esiste una definizione condivisa su cosa si deve intendere per gelato artigianale. Basta pensare alla pubblicità sui giornali  di società che offrono l’opportunità di aprire una gelateria artigianale con un investimento ridicolo.

A casa mia soltanto frutta fresca o espressione diretta dei territori

interessati. Non giunge nulla all'amico consumatore che non mi convinca. “

Milena, chef del gelato, è sempre stata accompagnata nella sua storia professionale dall'affetto

e dalla simpatia della gente.

Soprattutto in questo periodo di pandemia, ho sentito il calore e la vicinanza dei clienti.”



I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito la Gelateria La Perla nella speciale

Via del Gusto del Montello, che verrà presentata nel corso del progetto L'Europa delle scienze e della cultura, dal 20 al 30 giugno 2021, nel corso di incontri dedicati ad informare chi informa.

Sono gli occhi di Milena a raccontare la passione e la dedizione verso l'arte del gelato.

Mai per un cronista vagabondo è stato più facile affidarsi a 'quel' racconto, per scoprire

l'avventura umana e professionale che si snoda da ben trent'anni.


Milena apprende l'arte in famiglia. Matura esperienze che si riveleranno insostituibili.

Fino a giungere a La Perla, Gelateria Caffetteria e Pasticcreia, in quel di Pederiva di

Montebelluna.


“ Pederiva è una località piccola, un microcosmo in cui si esprimono molte attività di valore”.


Già. E' vero.


In questi anni si è parlato molto di gelato artigianale.

Nei nostri percorsi (non pigri), abbiamo incontrato artigiani che usano i prodotti industriali,

artigiani che propongono.... beh lasciamo perdere.

Nel nostro Paese non esiste una definizione condivisa su cosa si deve intendere per gelato artigianale. Basta pensare alla pubblicità sui giornali  di società che offrono l’opportunità di aprire una gelateria artigianale con un investimento ridicolo.

A casa mia soltanto frutta fresca o espressione diretta dei territori

interessati. Non giunge nulla all'amico consumatore che non mi convinca. “

Milena, chef del gelato, è sempre stata accompagnata nella sua storia professionale dall'affetto

e dalla simpatia della gente.

Soprattutto in questo periodo di pandemia, ho sentito il calore e la vicinanza dei clienti.”



I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito la Gelateria La Perla nella speciale

Via del Gusto del Montello, che verrà presentata nel corso del progetto L'Europa delle scienze e


della cultura, dal 20 al 30 giugno 2021, nel corso di incontri dedicati ad informare chi informa.

venerdì 1 gennaio 2021

 

Vola il Percorso Internazionale Le Vie della Letteratura e della Poesia : Slovenia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e San Marino, al via

 


Il progetto L'Europa delle scienze e della cultura, promosso dalla rete Borghi d'Europa, sotto il Patrocinio della IAI ( Iniziativa adriatico jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica), prevede nel mese di gennaio 2021 il lancio del PercorsoInternazionale Le Vie della Letteratura e della Poesia.



Si parte dalla Slovenia, con Il Cammino didattico di Alojz Gradnik (Medana-Brda), che viene ritenuto dalla critica letteraria il più importante poeta sloveno della prima metà del Novecento. Gradnik curò la traduzione in sloveno di liriche di Francesco Petrarca e Dante Alighieri.



L'incontro a Russi,presso la Locanda storica da Luciano, con il Presidente de Il Cammino di Dante, ha portato all'inserimento del Cammino tra le tappe della Via della Letteratura e della Poesia.

“Il Cammino di Dante- racconta Oliviero Resta,Presidente dell'associazione-, è il primo viaggio organizzato attraverso i sentieri e le vie medievali che univano la Romagna e la Toscana percorse dal Sommo Poeta ai tempi del suo esilio, periodo in cui scrisse la Commedia. Il percorso vuole riscoprire le antiche vie che collegano le due città di nascita e di morte del Poeta e valorizzare la figura di Dante accompagnando il viandante in un percorso non solo culturale e naturalistico ma anche letterario.Gli itinerari che abbiamo individuato si snodano quindi attraverso quei luoghi del territorio Tosco-Romagnolo citati nella Commedia, o direttamente vissuti dal Poeta durante i suoi anni di esilio. I sentieri che compongono gli itinerari, nella maggior parte dei casi, sono percorsi “in cresta” utilizzati sin dal basso medioevo, fino allo sviluppo dell’attuale rete viaria risalente alla fine dell’800. A tratti questi sentieri medievali coincidono con antiche strade etrusco – romane, facilmente riconoscibili dai tipici selciati.”


La presentazione del Percorso Internazionale avverrà alla Enoteca di Cormons che ospita le iniziative di Taglio Poetico.



'Taglio Poetico' è il format di Gaia Rossella Sain, con il quale organizza anche rassegne in collaborazione con il format goriziano 'Fare Voci”e quello di Cervignano del Friuli 'Nessun Giorno sia Senza Poesia', ma anche con ilcollettivo 'Zuf Zone di Trieste' o con la collaborazione del Porto dei Benandanti di Portogruaro e diverse case editrici.

'Cerchiano di portare voci di artisti nuovi ed emergenti a dialogare con autori più affermati,in serate

che alternano musica e poesia e arti visive (quindi esposizioni pittoriche o fotografiche)... e trovarsi

poi intorno a un calice di vino aiuta a far nascere idee e collaborazioni.'



Il componimento più celebre dedicato alla Repubblica di San Marino “... è racchiuso nella poesia "Romagna" di Giovanni Pascoli ("Sempre un villaggio, sempre una campagna / mi ride al cuore (o piange), Severino: / il paese ove, andando, ci accompagna / l'azzurra vision di San Marino"). La letteratura però ci spiega che non è l'unico e che, allo stesso tempo, il Monte ha avuto, al suo interno, una manciata di ottime penne: da Francesco "Checco" Guidi a Gianfranco Tamagnini ….passando per l'altra metà del cielo, Milena Ercolani, che nel corso degli anni ha partecipato a numerosi concorsi conseguendo importanti riconoscimenti, come ad esempio il premio al Concorso Letterario Internazionale "Manzoni" ( '85), il premio speciale al Concorso Letterario Internazionale "Primavera Abruzzese" ('85), il terzo premio al Concorso Letterario Internazionale " Città di Venezia" ( '93) col primo libro di poesia pubblicato "Fuggendo dal regno di niente". Nel luglio 2010 ha rappresentato la Repubblica di San Marino e l'italophonia al Festival Internazionale di Poesia di Medellin. “ ( da sanmarinofixing.com)



Notizia 2 / 2021


venerdì 18 dicembre 2020

Gorizia nei Percorsi di Borghi d'Europa : i vini di Villa Vasi


 


I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito Gorizia nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI Iniziativa Adriatico-Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica).

Il primo intervento era avvenuto all'Enoteca dell'Impero dello chef Massimo de Belli De Belli,che era stato intervistato nel corso dello stage di informazione che Borghi d'Europa aveva realizzato con l'Associazione Vinoteka Colli di San Floriano.


Seconda tappa del percorso d'informazione la visita all'azienda agricola di Gianluca e Tina Pelizzon, Villa Vasi,in quel di San Mauro, giusto sotto il Sabotino.

Annota Sandro Fekeza in Facebook :

“Qui alle pendici del Sabotino Gian Luca Pelizzon e sua moglie Tina hanno avviato una azienda vinicola : Villa Vasi. Accompagnato da Luka ho visitato le sue vigne, dove crescono preziosi ed antichi vitigni di Malvasia, Sauvignon, Ribolla gialla e di altri eccellenti vini. Mi ha colpito la sua profonda preparazione professionale, la conoscenza dei complessi problemi che un vinicoltore deve affrontare, ma soprattutto la sua passione, il suo straordinario amore per tutto ciò che sta facendo, sostenuto dallo speciale sorriso di sua moglie e dei loro meravigliosi figli.

La visita si è naturalmente conclusa in cantina, particolarmente "attiva" in questo periodo di vendemmia, e poi nel dehors del loro giardino, dove tra uno splendido panorama e un assaggio, i miei sensi sono rimasti sopraffatti da sensazioni veramente nuove. ...”


La Ribolla di Villa Vasi era stata degustata all'incontro di informazione che Borghi d'Europa aveva proposto a Oderzo, Città di Storia e di Storie, presso il ristorante Dussin di Piavon.

Antonella Pianca, scrittrice fotografa e degustatrice AIS, aveva commentato : “ La Ribolla si presenta di un luminoso giallo paglierino. All’olfatto rivela delicati profumi vegetali di erbe aromatiche e floreali di fiori di campo e di glicine con ricordi di pesca bianca ed agrumi. All’assaggio si caratterizza per una buona freschezza e sapidità. Finale lievemente amaricante. “

Tina ha poi offerto agli ospiti un cotechino con la brovada goriziana. Una delizia !



 

domenica 29 novembre 2020

Montebelluna e il Montello nel progetto L’Europa delle scienze e della cultura

 


Il cammino del progetto L’Europa delle scienze e della cultura, promosso dalla rete Borghi d’Europa

sotto il Patrocinio della IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione

regionale nella regione adriatico jonica), riprende da uno dei territori che, storicamente,sono stati coinvolti

nelle iniziative di informazione internazionali.

Basti ricordare il Patrocinio del Comune di Volpago del Montello (gennaio 2007) alla rassegna

informativa ‘I Mille Colori della Tipicità’ e il Patrocinio della Città di Montebelluna alla iniziativa

‘Comunicare Montebelluna e il Montello’ (maggio 2013).

Il territorio verrà raccontato da giornalisti e comunicatori secondo le 10 chiavi di lettura di Borghi

d’Europa , i 10 Percorsi Internazionali.

A dicembre si terrà alla Pizzeria Ristorante Al Tiglio di Bavaria di Nervesa della Battaglia la

conferenza stampa di presentazione del programma 2020/2021, con la partecipazione della

Associazione Vinoteka dei Colli di San Floriano e dello chef Massimo de Belli (Enoteca dell’

Impero,Gotrizia).

Ottima occasione per parlare del Percorso I Mulini del Gusto e le Vie del Pane e della Pizza e

per ricordare Il Galateo di Mons. Giovanni della Casa , ‘ Trattato di messer Giovanni della Casa, nel

quale sotto la persona d’un vecchio idiota ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona de modi, che si

debbono o tenere, o schifare nella comune conversatione, cognominato Galatheo overo de costumi.
(titolo completo)

Il Galateo overo de’ costumi, noto comunemente come Galateo, è un breve trattato scritto da Giovanni

Della Casa (1503-56) probabilmente negli anni in cui si ritirò nell’abbazia di Sant’Eustachio presso

Nervesa, nel trevigiano, tra il 1551 e il 1555, e pubblicato postumo nel 1558.

Lo scittore e giornalista Giuanluigi Pagano (direttore della rivista ND Natura Docet) ne ha proposto

una rivisitazione ne ‘Il Galateo del Terzo Millennio’.

Fabio Stefanon ( La Bottega dei Sapori di Pederiva), accompagna quale novello Virgilio i giornalisti

alla scoperta dei sapori del Montello ( La Via della Birra, Eurovinum,la Via dei Norcini, la Via del

Caffè) ,non dimenticando le ragioni della Mobilità Dolce ( la ciclovia la Tradotta,realizzata sul vecchio

tracciato della ferrovia Susegana-Montebelluna).

E,infine, i Percorsi della Grande Guerra, al di fuori dei clamori politici e di maniera.

Insomma un anno di occasioni e di incontri, con l’impegno a portare Montebelluna e il Montello al

di fuori,per disseminare conoscenza e rispetto dell’ambiente, in una ‘chiave’ non propagandistica, ma

genuinamente sostenibile.

a novembre 27, 2020

sabato 28 novembre 2020

Molino Rachello, un bell'esempio nel mondo molitorio

 


 


 



L’anno scorso, di questi tempi, i “canadesi” – invitati dall’Associazione Meridionale Cerealisti – si sono presentati ad Altamura (BA) la capitale del “granaio d’Italia” (con la Sicilia) per un’azione diretta di “pubbliche relazioni” e promuovere così il grano che più di altri vanta  gran qualità… Nell’occasione è uscita la news (che news non è,  perché cosa nota agli addetti ai lavori) che il grano a Manitoba, sia fatto maturare col “doping” (leggi glifosato) comunque al di sotto dei limiti di sicurezza fissati dall’Unione Europea, limiti che (insinuazione?) la UE, ha elevato proprio per consentire a detto grano di essere importato e commercializzato anche in Europa… C’è da considerare il momento di pesante crisi in cui versa il settore del grano duro specie nel Mezzogiorno d’Italia: da 2 anni il prezzo al quintale è di 4-5 euro sotto il costo di produzione, che in quelle zone si attesta intorno ai 22-23 euro circa al quintale - secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) il prezzo ultimamente si è tenuto stabile sui 27-28 euro al quintale… Ciò vuol dire che un agricoltore (se ha terreno di proprietà) vende il proprio raccolto a 1.050 euro all’ettaro, avendo avuto costi per 850 euro (…).   Speculazione al ribasso che potrebbe addirittura crescere quando le importazioni, che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta, influenzano i prezzi di un mercato non sempre “trasparente”… anche per il grano bulgaro che arriva via mare a Bari (migliaia di tonnellate!) “triangolato” da navi battenti bandiera di Singapore o della Turchia, grano, questo, che con il prezzo e la qualità di quello canadese, proprio non ha niente a che spartire! 
In questo “variegato” contesto, non per fortuna, ma per professionalità e competenze, brilla un nome che è sinonimo di ottima reputazione: Molino Rachello!
Parliamo dell’apice della piramide del grano tenero, con una produzione di oltre 2000 quintali di macinato al giorno ottenuti dalla migliore selezione dei grani e con le più innovative tecnologie di lavorazione e rigorosi controlli qualitativi, che danno vita a farine genuine, sicure e dalle elevate qualità nutrizionali, farine fornite a centinaia di panifici artigianali, pizzerie e industrie alimentari. Questa la cronistoria: gli albori risalgono all’ormai lontano 1855 comprovati da una copia dell'“istromento” - l'atto notarile della compravendita di un terreno - che segna l'avvio dell’attività di Molino Rachello. Un'antica storia di mugnai che, in realtà, ha avuto origine molto anni prima.  Andrea Rachello - 90 anni oggi - rappresenta la quarta generazione, lui affitta un Molino a Cendon di Silea, nella provincia di Treviso e l’anno dopo, i figli, Carlo e Giovanni, decidono di acquistarlo. Dopo 50 anni di attività molitoria, nasce la “Ditta F.lli Rachello s.n.c. di Andrea e Giuseppe Rachello” e l’attività si trasferisce a Musestre di Roncade nel cuore del Parco Naturale del Fiume Sile. Nel 1992 il Molino F.lli Rachello s.a.s. ottiene la certificazione di qualità ISO 9001 (secondo molino del Nord-Est ad ottenerla) e quella per la macinazione di cereali Biologici; alla produzione convenzionale si aggiunge anche la farina biologica (oggi una delle linee fiore all’occhiello dell’azienda). Nel 2006 la capacità produttiva arriva a oltre 2.000 quintali di grano tenero macinato al giorno, con un’altissima qualità di servizio e di prodotto fornita a centinaia di panifici artigianali e di industrie alimentari. Nel 2011 l’installazione di un impianto fotovoltaico da 160Kw/h, permette di ridurre le emissioni di Co2 e nel 2015, il progetto “Oasi Rachello” di filiera tracciata 100% italiana è formalizzato ufficialmente tramite un disciplinare, che dichiara anche la visione aziendale di sostenibilità a 360°, sia dal punto di vista ambientale che socio-economica. Nel 2016 ulteriore ampliamento dell’impianto fotovoltaico a 210Kw/h e nel 2018 l’implementazione di un Progetto Sostenibilità in collaborazione con Assindustria Venetocentro di Treviso, per limitare ancor di più l’impatto ambientale e rendere gli interi processi aziendali sempre più ecosostenibili. Oggi, presso il Molino, la nuova generazione di Rachello, con la passione e l’attenzione per la qualità intatte, tutto è sempre al 100% italiano e  al 100% tracciabile.  I numeri: 3 regioni, 30 aziende agricole, 1 team di agronomi dedicato, 1 progetto di agricoltura sostenibile con disciplinare, certificazione ISO 22005, 10 farine 100% italiane.  Il Molino garantisce una filiera con materia prima di eccellenza grazie al grande rispetto nei confronti del territorio e dell’ambiente, poiché solo da terre, acque ed aria non inquinate possono nascere cereali sani, in grado di dare vita a farine genuine e naturali, rese così adatte alle diverse destinazioni d’uso.  Per questo da sempre il Molino predilige progetti ecosostenibili, selezionando zone agricole in aree naturali o protette - Oasi Rachello -  favorendo gli agricoltori che scelgono coltivazioni biologiche e non OGM e impegnandosi in particolare con coltivatori locali, con i quali fa rete, per prendersi cura del benessere dei clienti.  I maestri dell’Arte Bianca che hanno scelto di affidarsi a dette Oasi, contribuiscono a fornire un prodotto finale di qualità superiore e dalle proprietà uniche e gli agronomi, costantemente presenti, assistono gli agricoltori nell’applicazione del concordato disciplinare di coltivazione per garantire elevati standard. In un momento economicamente difficile, nel settore del grano, ce ne fossero di molini Rachello!
(GfL)

Molino Rachello srl
di Roncade, Via Everardo, 51, 31056 Musestre TV

martedì 3 novembre 2020

L'Istituto per la cultura slovena nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura, con l'intervento a Trieste ad ESOF2020

 



L'intervento di Eva Golles è stato preciso e puntuale.

L’Istituto per la cultura slovena_Inštitut za slovensko kulturo,è stato costituito nel 2006 con l’intento di coordinare e affrontare con maggiore efficacia ed incisività la questione della conoscenza e del consolidamento della lingua e cultura slovena lungo la fascia confinaria e nel contempo della sua promozione nell’area friulana e italiana. Copre,con la sua attività, tutto il territorio della fascia confinaria con la Slovenia dove sono tradizionalmente presenti gli Sloveni, dalla Val Canale e Resia alle Valli del Torre e del Natisone collaborando con circoli ed associazioni che da molti decenni animano la vita sociale del territorio. Mi SMO TU, tuka izde, kle, tleè lo slogan nato per far riconoscere la comunità slovena della Provincia di Udine, infatti evidenziando le risorse culturali dell’area in cui vivono gli sloveni della provincia di Udine si sono mossi alcuni passi per creare un prodotto unico e riconoscibile sul territorio e al tempo stesso distinto per ogni valle, promuovendo e valorizzando il patrimonio storico e culturale esistente sul territorio anche tramite una rete museale, aprendo degli info point, pubblicando sul web e stampando materiale promozionale, partecipando a fiere e manifestazioni, collaborando con associazioni ed enti e promuovendo azioni, come il collegamento transfrontaliero con l’autobus Benečija gor in dolche si svolgera’ anche quest’anno nei fine settimana estivi. La sede operativa comprende anche gli spazi dove si trova il museo multimediale SMO che accoglie anche l’ufficio IAT, aperto in collaborazione con la Pro loco Nediške dolin “

L'evolversi del progetto fino a dicembre 2021, conoscerà anche la valorizzazione dei Percorsi

Internazionali che Borghi d'Europa ha proposto fin dal 2019, nella sede di Milano del ParlamentoEuropeo. Fra questi i Percorsi della Fede che faranno conoscere l'itinerario delle 44 Chiesette Votive delle Valli del Natisone. Il cammino si compone di 10 tappe che attraversano 9 Comuni: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia.



La Via di San Martino è uno degli itinerari che Borghi d'Europa riprende nei suoi Percorsi Internazionali.

Fra le 44 Chiesette Votive delle Valli del Natisone vi è la Chiesa di San Martino Vescovo a Canalaz di Liessa. Le prime notizie storiche sulla presenza di una chiesetta sulla cima del Monte San Martino risalgono addirittura al 1299: non vi stupirà, quando andrete lassù, contemplando la straordinaria bellezza panoramica di quel luogo. Ciò ne ha fatto sempre un punto di riferimento non solo spirituale, ma anche militare (nel 1848, per esempio, fu quartier generale per 700 soldati austriaci accampati nei suoi pressi durante la guerra d’indipendenza!). Il piccolo edificio sacro non ha molto da mostrare sotto il profilo artistico, a parte il fascino delle sue sobrie linee architettoniche. Della quattrocentesca statua di San Martino non rimane che una nicchia vuota.